Psicologo Milano

Come psicologo mi propongo di aiutare chi si presenta a me a causa del proprio disagio o sintomo: in alcuni casi a causa di un quadro sintomatologico ben delineato, altre perché sta attraversando un periodo particolarmente delicato o difficile della propria esistenza. Il disagio a volte si manifesta attraverso un sintomo, uno stato di dipendenza, difficoltà relazionali o di coppia o a fare scelte costruttive. In alcuni casi per quanto la persona si sforzi intensamente non avvengono i cambiamenti desiderati e può diventare utile cercare di capire assieme ad un interlocutore, psicologo-psicoterapeuta , come ritrovare equilibrio e benessere psicologico oltre alla percezione che la propria vita abbia una direzione  sensata. Quando si rivela necessaria una consultazione o una psicoterapia può allo stesso tempo risultare difficile capire a chi affidarsi: ancora oggi infatti sembra diffusa la confusione circa figure professionali. Non sempre sono chiare le differenze tra psicologo, psicoterapeuta, psichiatra;  e non tutti sanno che lo psicologo, per diventare psicoterapeuta deve svolgere una scuola di specializzazione in psicoterapia della durata di quattro anni oltre a diversi anni di tirocinio. Altra strada possibile è quella dei medici che seguendo un corso diverso possono diventare psicoterapeuti. Lo psichiatra in genere si occupa della terapia farmacologica che in alcuni casi può fare da supporto alla psicoterapia e in altri viene prescritta indipendentemente dalla psicoterapia. Qualora la necessità sia quella di iniziare una psicoterapia vale la pena chiedere se il proprio dottore sia già diventato psicoterapeuta o sia uno psicologo che può avere competenza nella somministrazione dei test, nello svolgimento di colloqui preliminari o diagnostici ma a cui è impedita la pratica psicoterapeuta o della psicoanalisi.
A volte l’aiuto dello psicologo nasce a causa di stati d’ansia, depressione oppure di una fobia. Altre volte sono stati di confusione, di paralisi nella vita a rendere necessario l’aiuto dello psicologo psicoterapeuta, oppure la sofferenza psichica si presenta sotto forma di pianto apparentemente immotivato, stati di angoscia profonda o vissuti poco definiti e chiari per chi li vive.  In tutti questi risulta utile, anche a quelle persone che dicono, “tanto non serve a nulla”, chiedere un primo colloquio così da capire con l’Altro cosa sta succedendo e come occuparsene. Spesso il dire che non serve a nulla risulta la difesa, a volte inevitabile per chi la mette in atto, di lasciare fuori l’aiuto dalla propria sfera intima e personale.

Psicoterapeuta Milano

La psicoterapia avviene in un luogo e tempo specifico, tra due persone, terapeuta e paziente, che per un motivo specifico e non ambiguo decidono di incontrarsi. Da qui la possibilità di uno dare vita ad uno spazio relazionale in cui tra terapeuta e paziente divengono possibili quegli scambi verbali e non verbali necessari alla comprensione empatica di quanto per il paziente è fonte di sofferenza. Lo psicoterapeuta generalmente favorisce l’emergere di quella relazione che favorisce l’espressione di quanto passa per la mente del paziente che, nella cornice predisposta, si sente libero di esprimere liberamente quanto pensa e sente, senza doversi preoccupare se quanto dice sia giusto, sbagliato e senza preoccuparsi se salta di palo in frasca. In questo contesto sintomi precedentemente incomprensibili possono venire accolti, letti e assumere nuovi significati: il paziente trova un senso prima non immaginabile e da qui la cura e la riparazione di quelle falle che hanno portato allo sviluppo dei disturbi.
Nell’ambito della terapia per relazione non va inteso solo l’elemento umano che permette di avere la percezione della bontà dell’incontro tra paziente e terapeuta (Mi sento capito? Riesco a comunicare quanto in altri ambiti risulta molto difficile fare?) ma anche e sopratutto l’aspetto della relazione transfert-controtranfert in cui, da una parte il paziente rivive e mette nuovamente in atto nel contesto della tarapia affetti e comportamenti un tempo diretti alle figure parentali, dall’altra il terapeuta, attraverso la risonanza emotiva di quanto emerge nel campo della relazione,  e la sua capacità di lettura dei propri stati affettivi, può dare significato e senso ai vissuti emotivi che scaturiscono e renderli strumenti per favorire lo stato di benessere e la salute dell’altro. Spesso si parla di empatia, di identificazione: hanno entrambe a che fare con la capacità da parte del terapeuta di “mettersi nei panni dell’altro” così da comprendere da vicino quanto provato dal paziente e trovare le vie più corrette e le parole più adatte a dare senso e trovare vie di uscita dai labirinti in cui spesso il paziente si trova. Da qui la strada che porta al superamento dei propri problemi, blocchi e stati di sofferenza.

L’ascolto in psicoterapia

Comunicare è un bisogno, ascoltare un’arte” o almeno così sosteneva Gohete. Personalmente penso che lo psicologo sia una persona che ha imparato, con studio, dedizione e apprendistato, ad ascoltare e a creare uno spazio-tempo attrezzato all’ascolto. Nell’ambito della psicoterapia l’ascolto tende a essere del tipo che sospende il giudizio. E’ un ascolto attento e allo stesso tempo rispettoso. Favorisce l’esposizione di quanto realmente il paziente sente e pensa in un contesto mai giudicante. Solo in questo modo è possibile l’espressione sincera e veritiera delle problematiche provate e da qui occuparsene in una modalità che si discosta dai giudizi di cui spesso il paziente è già saturo e che non lo hanno precedentemente aiutato. La stanza di psicoterapia diventa un luogo dove uscire gradualmente dal guscio e dove, come affermerebbero alcuni autori rilevanti per il pensiero psicoanalitico, è possibile giocare e dare espressione al gesto spontaneo, alla parola spontanea e al vero Sé.

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